Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano principessa di Lamballe

Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano nasce a Torino come principessa savoiarda. Sarà solamente nel 1767che diverrà Principessa di Lamballe, sposando il principe francese Luigi Alessandro di Borbone, pronipote del Re Sole e figlio del conte di Penthieve; che lo rendevano principe del sangue (titolo onorifico, dato a tutti i discendenti del re) e nipote del Conte di Tolosa, figlio del re.

Il giovane principe, bisessuale, era uno scapestrato che si dava al sesso ed all’ozio, alcolizzato, intratteneva rapporti sessuali con chiunque. Mori’ di sifilide a soli 21 anni, nel 1768. Lei Cominciò a soffrire di depressione e malinconia.

La diciannovenne principessa rimase al seguito del suocero e, in quanto Principessa del sangue per matrimonio, era spesso presente alla corte di Versailles.

In occasione del matrimonio del Delfino con l’Arciduchessa d’Austria, conobbe Maria Antonietta che fu attratta dalla presenza della Lamballe.

Le due principesse divennero subito amiche e la Delfina rimase innamorata della Savoia a tal punto che, si parlò di amore saffico.

Divenuta regina, nel 1774, Maria Antonietta diede l’incarico alla lontana cugina, di “Sovrintendente della casa della regina”, divenendo così la dama più importante del suo seguito.

Ben presto però la regina si avvicinò alla contessa, poi duchessa, di Polignac che divenne la sua nuova favorita e che tirò le redini della corte fino allo sfacelo, divenendo in futuro “Governante dei figli di Francia”.

Le due amiche non si allontanarono, ma la principessa comincio’ a vagare per la Francia prima e per l’Europa poi. Spesso viaggiava col suocero, che rimase molto legato a lei. Divenne una massone come Maestro Venerabile e Gran Maestra del Rito Scozzese di Perfezione.

Poco prima dello scoppio della Rivoluzione si trovava a Versailles, anche quando le donne del popolo invasero la reggia e costrinsero la famiglia reale a trasferirsi a Parigi. Ella fu costretta dal re ad abbandonare il suolo francese, girò per le corti europee a cercare qualcuno che sposasse la causa dei reali francesi. Dopo un breve tour tornò a Parigi e si trasferì alle Tuileries nel padiglione flora. Le due amiche non avevano mai smesso di scriversi.

Nel 1791 Maria Antonietta la informò dell’intenzione di fuggire all’estero. Decisero di separarsi e di ricongiungersi successivamente in salvo. Ma la famiglia reale fu fermata, riconosciuta ed arrestata a Verennes e la Lamballe fece un’ambasciata in Inghilterra presso re Giorgio III per cercare di salvare la regina e la sua famiglia; Antonietta le scriveva e la supplicava di non rientrare in patria.

Tornò alle Tuileries e riprese il suo posto a corte. Per l’ennesima volta il popolo prese d’assalto il palazzo e tutta la corte si rifuggio’ presso l’Assemblea Nazionale Legislativa, nella quale furono dichiarati caduti i reali.

Tutta la famiglia reale ed il suo seguito, furono imprigionati al Tempio. Dopo pochi giorni divisero i reali dalla corte e le due amiche si dovettero dire addio per sempre.

La principessa fu imprigionata nel carcere de le force. I primi di settembre del 1792 il popolo assali’ le carceri dove c’erano rifugiati i nobili e li massacrò, atto conosciuto alla storia come “I massacri di settembre”, e che dietero inizio al “Periodo del Terrore”.

La principessa di Lamballe fu presa di mira per la sua vicinanza alla regina; fu raffigurata su molti libelli come sua amante. Le fu fatto un sommario processo durante il quale giurò sull’uguaglianza del popolo ma non contro la monarchia. Fu picchiata, violentata, torturata, decapitata e squartata e poi fatta a pezzi.

La testa mozza ed imbellettata fu posta su di una picca e portata in processione fino al Tempio. Posta davanti alle finestre della camera della regina fu portata come un trofeo. Fu chiamata la regina a guardare che saputo dell’accaduto fu presa da un attacco isterico e svenne per la prima volta.

Il suocero riuscì a recuperare i resti ed a seppellirla nel giardino de castello di Bizy a Vernon, dove ancora oggi riposa accanto ad un roseto.

Papa Pio XI, nel 1929, la dichiarò venerabile, in quanto martire.

Fonti :

Ho acquisito tali informazioni negli anni, leggendo varie biografie in rete.