Rosaura, tutto ciò che è dentro di noi. Favola dei due che divennero uno.

#DarioBuzzolan. Lo conoscete? Io ho incontrato la sua penna per la prima volta nel lontano 2006, quando in in un mercatino dell’usato (come al solito) ho trovato Tutto Brucia, un thriller accattivante pieno di colpi di scena, un tumulto di emozioni!

WhatsApp Image 2018-08-21 at 11.09.17 (2).jpegConseguentemente mi sono presa una bella cotta per quest’autore che poi ho scoperto esser un grande dell televisione e del teatro. In seguito a “Tutto Brucia” di cui non ne parlerò qui, ho iniziato a ricercarlo ovunque, in libreria, su Facebook ai mercatini, ossessionata insomma. Le mie ricerche hanno portato frutto solo di recente, quando nell’ennesimo mercatino, ho trovato “Favola dei due che divennero uno”.

Credo che potrete immaginare l’eccitazione durante il ritrovamento del tesoro sepolto sotto pile di libri ingialliti e impolverati. Dopo aver annusato e starnuti la polvere, ho iniziato a scrutare il libro, piccino e tanto carino, composto da parti testuali e da illustrazioni di Gavino Sanna. Mostruosamente interessante.

Vi confesso che mi aspettavo dal titolo un romanzo rosa per via di un titolo del genere, ed io volevo un thriller, ma Buzzolan mi ha stupita, ho letto il libro con attenzione, perché ero confusa, non capivo in quale testo, in quale mondo mi stessi catapultando, ed una volta ritrovatami dentro, alla fine della storia mi sono sentita bene.

Il cuore mi batteva nel petto, sollevato.

Una Città. Un ambiente post apocalittico. Due persone disilluse, che diventano una. Rosaura. Una sorta di Doctor Frankestain. Un mostro con la testa penzolante. Un super cattivo, L’Uomo senza nome. Una band musicale che con le sue note stordisce le sue vittime. Un countdown verso la fine.

Il racconto si alterna tra prima e terza persona, il Dottore racconta la sua storia e quando non è presente, parte il narratore che tutto vede e tutto sa. Il romanzo è pieno, zeppo, di colpi di scena. Quando i personaggi sembrano sconfitti, distrutti, in preda a un atroce destino le situazioni si capovolgono. La penna dello scrittore è molto fluida. La forza, le debolezze dei personaggi trapassano.

Le illustrazioni, violente, vivide, spigolose, grottesche completano il testo. Credo che senza di esse, il romanzo avrebbe sorbito un altro effetto!

Un’ottima collisione di arti.

La Favola è un enorme metafora della vita, ricorda ripetutamente che non importa quello che crediamo di essere ,  importa solo ciò che siamo.

 

Vi consiglio questo testo perché ti prende per le spalle e ti scuote un po’, ti guarda negli occhi e ti dice “Cosa stai facendo? Sbrigati a capire cosa hai nei cuore!”

 

Buona lettura lettori!