Imparare a ballare sulle ossa, Donne che corrono coi lupi

Ogni volta che vi parlo di un libro vi racconto di quanto io ne sia ossessionata, di come tale libro è giunto nelle mie mani, come abbia riempito il mio cuore, e soprattutto vi racconto di quanto mi chiamino dalla mia libreria. Spesso leggo i libri perché me ne fanno innamorare, perché ne sono incuriosita, perché conosco l’autore e mille altri motivi, forse logici, anche se spesso scelgo i libri per la copertina.
#DonnechecorronocoiLupi, è un testo che mi ha inseguita, mi ha ossessionata, posso dire che questo libro è stato uno stalker ?

Come mi ha stalkerata? Tutte le mie amiche più strette sul loro comodino o nella loro libreria avevano questo meraviglioso testo, e mentre lavoravo nella libreria del mio paesello mi sono ritrovata a consigliarlo, perché era lì che mi guardava.

Ho atteso circa tre anni, prima di riceverlo in regalo dalla mia libraia.

Int. Libreria- Giorno.
Chiara siede a tavolino. Mangia un muffin. La libraia si avvicina. Poggia un libro sul tavolo.
<<Leggilo, questo libro ti piacerà di sicuro!>>

Sono seria, io non volevo neanche comprarlo, perché ero e sono sepolta dai libri.
Eppure Clarissa Pinkola Estés è entrata nella mia vita con la forza. Ha buttato giù tutti gli ostacoli prima piano e poi così di punto in bianco, mi si è piazzata davanti e mi ha obbligata a leggere le sue parole.
E ora posso dirlo. LEGGETELO.

lup

Donne di qualsiasi età di qualsiasi luogo, ovunque siate andate in libreria, ordinatelo su Amazon, scaricatelo su vostro Kindle, e leggete uno dei saggi più belli, e stimolanti sulla donna.
Il libro racconta del mito della donna selvaggia, della Loba, di come ogni donna possiede in se un istinto selvaggio che purtroppo per via delle convenzioni sociali è stato messo da parte, ma che come una Harley Davidson romba dentro di noi, e noi dobbiamo lasciarla andare.

La donna selvaggia è forte, creativa, viva, istintiva, protettrice, è passionale.
L’autrice è una psicanalista, un’etnologa, una donna che studia le donne, che le aiuta a ritrovarsi, senza psicofarmaci ma con la parola. Clarissa ritiene che il racconto e le storie aiutino più di qualsiasi medicina.

La struttura del libro è scientifica, ogni capitolo ha una storia di partenza che può essere quella di Barbablù e partendo da quella, destruttura il racconto e lo spiega con maestria, attraverso altre storie, rende chiare ogni le parole e le immagini più complicate.
Le storie di questo libro mi hanno aperto gli occhi, i consigli di Clarissa mi hanno fatta riscoprire alcune ferite che avevo semplicemente tamponato e tutte le sue parole hanno fatto si che potessi lavorare di punto croce e cucirle bene bene, sto aspettando che cadano i punti, ma ho iniziato un bel lavoro di rinascita con questo testo. Mi ha ricordato che dobbiamo aver paura, ma che dobbiamo combattere, alzarsi, sanguinare e leccarci le ferite.
Siamo tutte lupe, insegnanti selvagge, robuste, energiche, forze vitali e dobbiamo evitare che questa nostra energia si spenga, non dobbiamo allontanarci dalla natura, dalla nostra natura.
Donne che corrono coi lupi, mi ha trasportato dentro e fuori di me, ripetutamente, mi ha permesso di osservarmi dentro e fuori, come se mi scomponessi astralmente per guardarmi bene, mi sono specchiata e ho trovato tutte le sfaccettature che mi rendono quella che sono, una donna. Forte.

Donne, lettrici, abbracciate queste pagine e per osmosi assorbitele. Naturalmente oltre che a consigliarlo a tutte le donne, lo consiglio a tutti gli uomini, perché bisogna comprendersi.

Uomini, se avete libri che parlano di voi consigliatemeli così per conoscervi meglio.

~

Chiara Viaggi

RIPRODUZIONE RISERVATA