Dalida, l’italiana d’Egitto, l’oriunda.. la calabrese di Parigi

#IolandaCristinaGigliotti, nasce al Cairo in una famiglia calabrese, immigrata in una grande comunità italiana in Egitto. Dopo aver vinto vari concorsi di bellezza, si trasferisce a Parigi per sfondare nel mondo del cinema, riuscirà a diventare attrice ma rimarrà alla storia dello show business come cantante. Infatti sono oltre 140 milioni i dischi venduti, accompagnati da 70 dischi d’oro, 35 di platino ed uno di diamante inventato appositamente per lei; oltre ad altri innumerevoli riconoscimenti da parte di capi di stato.

Diventa cittadina francese di pari passo col suo matrimonio con Lucien Morice, mantenendo anche la cittadinanza italiana. Grazie al marito scavalca le onde delle hit parade fino al divorzio; dopo la separazione rimarranno amici ma Dalida, verrà affinata da un nuovo produttore, Bruno Gigliotti, in arte Orlando, suo fratello.

Il successo rimarrà ininterrotto per oltre 30 anni, affiancato da forti dolori e lutti per Iolanda.

Nel 1966 inizierà una relazione con Luigi Tenco, un cantante italiano, ed insieme decideranno di partecipare al Sanremo del 1967. Verranno scartati e Luigi per protesta si toglie la vita, Dalida con il cadavere tra le braccia, impazzisce. Deciderà di raggiungerlo e dopo aver cambiato piano su come morire, decide di avvelenarsi, ma verrà salvata.

Successivamente si innamora di un giovane, un’ altro italiano, e rimarrà incinta. A causa dello scandalo che ne potrebbe ricavare, decide di interrompere la gravidanza e lo farà nella sua terra di origine, l’italia; ne ricavo’ la sterilità, l’aborto era ancora un atto clandestino.

Dopo una serie innumerevoli successi arriviamo al 1977, Dalida è stanca di vivere, anche il suo ex marito Lucien si era tolto la vita qualche anno prima, come pure uno dei suoi migliori amici. Anche questa volta fu salvata, dopo essersi avvelenata.

Nel 1983 Richard Chanfray, suo ex compagno, si toglie la vita; Dalida è disperata.

Nel 1986 torna nella sua terra natia, l’Egitto per girare “I sesto giorno”, che risulto’ un vero successo per Dalida. Tornata in Francia Iolanda non è più la stessa, vinta dalla depressione rimane vittima della sua ombra. Il suo passato la tormenta, i lutti subiti, il rapporto complicato con l’ amato padre Pietro, l’aborto, la sua ultima relazione sentimentale risulta essere un disastro. Se la sua cartiera risulta essere trionfante, la sua vita privata risulta essere un vero fallimento. Fra il 2 ed il 3 maggio del 1987, Dalida scrisse: ” perdonatemi, la vita mi è insopportabile, queste le sue ultime parole. Con esse Iolanda voleva far andare via Iolanda(Iole) e creava il mito intramontabile di Dalida. Si uccise con un sovradosaggio di barbiturici.

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