Alla scoperta del viaggio dantesco: i custodi dell’Inferno

L’Inferno dantesco è concepito come una gigantesca voragine, diviso in nove cerchi concentrici che si ristringono fino al lago ghiacciato del Cocito, dove è conficcato Lucifero.

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Ogni cerchio è controllato da dei custodi: si tratta di personaggi della mitologia pagana che Dante ricostruisce con incarnazioni demoniache, secondo la credenza cristiana sull’esistenza di creature mostruose nel Regno del Male. Il custode nella Commedia rappresenta il tramite unico e indispensabile per il superamento da un cerchio all’altro dell’Inferno. Qui i personaggi che Dante incontra lungo il suo cammino nel primo Regno:

-Caronte: è il primo dei personaggi mitologici introdotti da Dante nell’oltretomba cristiano. Il demone raccoglie minaccioso le anime sulla sua barca e traghetta oltre il fiume Acheronte.

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-Minosse: giudice delle anime ha il compito di collocarle in un determinato girone, ringhia e torce la coda per indicare la posizione del dannato nell’Inferno. Mitico re di Creta, figlio di Giove ed Europa, è gia in Omero e nella tradizione greca il giudice del regno dei morti. In Dante Minosse ha un aspetto grottesco e mostruoso, con una lunga coda con cui si cinge il numero di volte corrispondente al cerchio in cui l’anime del dannato dovrà scontare in eterno le sue pene.

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-Cerbero: cane mitologico con tre teste, demonio deforme che assorda i dannati; Dante lo pone alla guardia del terzo cerchio e accentua nella sua rappresentazione alcuni aspetti umani (barba unta e atra, ventre largo, mani unghiate e facce lorde) creandone una figura mostruosa che potesse richiamare il Male e il demoniaco.

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-Pluto: dalle sembianze di un cane abbaia imprecazioni con la voce roca. Tenta di ostacolare Dante assalendolo con grida oscure e blasfeme.

-Flegiàs: il demone che deve trasportare le anime attraverso la palude Stige per traghettarle verso la città di Dite.

-Furie: sulle torri della città di Dite, graffiandosi il petto, invocano l’arrivo di Medusa, graffiandosi e percuotendosi, per pietrificare i visitatori inopportuni. Sono mostruose figure femminili che hanno serpenti al posto dei capelli.

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-Minotauro: simbolo della bestialità salta come un toro ferito e infuriato;
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-Centauri: tre centauri con a capo Chirone, corrono armati simulando una caccia in cui i dannati sono le prede;
-Arpie: si trovano sugli alberi nei quali sono rinchiuse le anime dei suicidi, provando dolore ai dannati con i loro artigli. Mostruose creature con corpo di uccelli rapaci e volto umano: sono mostri della mitologia classica: nell’Eneide le Arpie assaltano Enea e i suoi compagni nelle Strofadi insozzando le loro mense e predicendo loro future sventure.

-Cagne nere: inseguono gli scialacquatori mordendoli e dilaniandoli;
-Gerione: mostro con viso umano, busto di serpente, zampe pelose e grandi ali con la coda da scorpione pronto per colpire a tradimento i dannati;

 

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-I diavoli: sempre pronti con ferri e uncini per colpire le anime dannate;

 

-Nembrot: uno dei giganti, di corporatura smisurata, produce suoni incomprensibili.

 

 

© Martina Michelangeli

 

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