Hostiles, chi è il tuo nemico?

Oggi, una recensione di un film. È iniziata la Festa del cinema di Roma, la dodicesima edizione. Per me la sesta partecipazione. In questi giorni cercherò di raccontarvi i film che mi colpiscono di più. Ora vi parlo del film che ha aperto al Festa. Vi invito a seguirmi sui vari social , e se avete desideri, richieste, scrivetemi in privato e proverò ad esaudire le vostre richieste.

Hostiles di Scott Cooper, con Christian Bale, Rosamund Pike e Wes Studi.

Siamo nel west del 1892. Joseph Blocker capitano dell’esercito americano viene incaricato dal presidente di ricondurre nella terra natia il Capo Falco Giallo, che egli stesso ha imprigionato, perché ha ucciso in maniera brutale molti dei suo amici. Joe non vuole intraprendere il viaggio, ma essendo un buon soldato, svolgerà il suo compito in continua lotta con se stesso. Sul loro percorso la Terra nel Mondana, incontrano Rosalie, una giovane vedova che ha visto morire davanti i suoi occhi la sua intera famiglia. Il viaggio è simile ad un Odissea. Il film scorre lento, immagini spettacolari inondano lo schermo, e i volti distrutti dei protagonisti, incupiscono. Ogni personaggio ha la sua tremenda storia alle spalle, che si porta addosso come un vecchio vestito stracciato. Bale, il capitano dell’esercitò in continua lotta con l’odio verso i pellerossa che ha sempre combattuto e mai conosciuto veramente, inizierà a comprendere, dopo anni di servizio, di obbligo militare, capirà che tutti hanno perso, entrambe le parti sono lese. Nessuno è vincitore in una guerra. Lo stesso sarà per il trascendente Wes capo Falco Giallo, e poi Rosalie, donna che perdona e supera le proprie paure, mostrandosi più forte di tutti. La forza la porta nel viso e nelle azioni che dovrà compiere.

Scott ci racconta una vecchia storia in un film che non vuole essere un classico Western, in quanto cambia le leggi e lo trasforma e modella come una storia contemporanea che oggi affrontiamo, che il popolo mondiale non ha mai smesso di vivere, la paura dello straniero. Il film si propone di abbattere le barriere mentali e culturali che innalziamo nella propria mente, ricordandoci che siamo UMANI. Siamo ESSERI UMANI. Non importa il colore della pelle, i desideri, la nostra società, importa che ci rendiamo conto che ognuno di noi ha un cuore, vive le stesse cose dell’altro.

Lo spettatore, resta sempre allerta durante la proiezione del film, entra in contatto con quegli sguardi svuotati degli attori sullo schermo, che riescono nel loro compiti ad essere empatici, nonostante l’ostentazione di raccontare i propri sentimenti, nonostante, gli urli muti di dolori e i pianti nostalgici. Il film sconfina, va oltre lo schermo penetrando nelle anime.

Bisogna abbattere la paura, bisogna demolire i pregiudizi.

P.s. Avete presente Balla coi Lupi? beh, guardatelo.

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