La “Pace” di Alda Merini : il contrasto tra l’amore e l’odio

 

 

In questa poesia vi è la #pace della #poetessa, che fuoriesce dal suo #cuor,  la quale a volte si trasforma in #conflitto.  Il suo #amor, come la colpisce, così  muta… in #dramma …tanto da farle provare sulla pelle una particolare sensazione di morte. Condizione simile alla situazione di un #bambino assetato d’amore che cammina in cerca di una luminosa e dolce #guida.

Ama una persona e si sente ferita siccome il suo sentimento non è ricambiato.

Spesso quando un’anima non è corrisposta, prova poi su di se una grande tristezza che può trasformasi in depressione.

Secondo la #Merini è facile condurre il #fanciullino verso la felicità, ma è difficile per l’uomo, siccome è attratto dall’odio !

Attraverso il Signore, comprende che l’esaltazione della morte è figlia della fragilità e della debolezza dell’essere umano.

Ella prova dolore stando a contatto con persone cosiddette “sane” …che invece di darle pace, affetto, amore …le esprimono solamente odio e disprezzo.  Così.. si consola, poiché come Dio, sa che alcuni individui sono esseri fallaci.

Attraverso la lettura di questa lirica si può notare come la poetessa sia una donna alla ricerca della tranquillità.

Pace che non trova tra gli uomini, dal fatto che essi sono più disposti ad agir male che ad amare. Solo Dio può capire il suo stato di disperazione e di angoscia.

E’ possibile paragonare questa solitudine amara e sconsolata a quella di Napoleone, proprio come ne parla Manzoni nel “Cinque Maggio”. Egli esiliato nell’isola di Sant’Elena è attanagliato dalla tristezza e dalla solitudine, visto che gli uomini l’hanno abbandonato. Lo stesso abbandono che provo Gesù quando fu crocifisso.

 

 

Purtroppo in questo mondo si è perversi dall’odio … ciò lo dimostrano i fatti di cronaca, dove le violenze psicologiche e fisiche sono quasi diventate la vera ragione di vita per certi esseri viventi !

Sono pochi quelli sensibili, che esaltano l’amicizia, l’amore verso gli altri e la disponibilità ad aiutar il prossimo.

Al giorno d’oggi si è persa sia la purezza del bambino che la sua sensibilità …ed anche la sua magica emotività, ormai attratta dalla materialità, incapace di comunicare, fredda e distante, indifferente all’ascolto !

 

 

© Vincenzo Marrazzo  

 

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