Sturm und Drang (1770-1785)

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Sentimenti, fantasia e ribellione contro le convenzione e l’autorità sono i punti centrali di questo movimento. Gli Stürmer und Dränger si ribellavano contro il potere dei principi, le norme ecclesiastiche dogmatiche, la barriera sociale, la morale sessuale; lottavano per la libertà politica e i diritti dell’uomo.
Furono ispirati dal filosofo Jean Jacques Rousseau, che riteneva l’individuo buono, ma la società cattiva. Gli Stürmer und Dränger non avevano più come ideale la cultura umanistica illuminista, bensì il “buon selvaggio”: il pensatore francese sosteneva che originariamente l’uomo viveva in una condizione quasi idilliaca, perfettamente armonizzato con la natura e non oppresso dai meccanismi della società. Questo individuo unisce in sé cuore, sentimento, follia, buon senso e fantasia.
Centrale adesso è il genio, ossia il potente individuo che agisce liberamente: il titano.
Ma lo Sturm und Drang ha anche un lato introspettivo sentimentale: la sensibilità, che s’incarna perfettamente nel Werther di Goethe. La Natura non è più un oggetto scientifico come nell’Illuminismo, ma un organismo in divenire nel quale si manifesta Dio (Panteismo).
Con lo Sturm und Drang nasce inoltre un interesse per il popolo e anche per le culture straniere.
Herder, il giovane Goethe e il giovane Schiller sono i tre più grandi rappresentanti.
Il genere più importante è il dramma: Shakespeare viene preso come modello. Gli attori non sono più un’incarnazione di un’idea, ma personaggi reali.
Nella lirica si afferma la poesia su esperienze personali (Erlebnislyrik). Nasce inoltre un grande interesse per la ballata e il canto popolare.
I dolori del giovane Werther è il più importante romanzo di successo.