Nuvole di Fango di Inge Schilperoord

 

Ciao mangiatori di libri, oggi vi racconto del primo #libro mangiucchiato nella mia breve estate.

Nuvole di fango di #IngeSchilperoord, edito da #FaziEditori.

Sulla copertina è rappresentato un affascinante pesce, una #TincaTinca, una, appunto, nuvola di fango. Questa copertina così essenziale mi ha rapita e spinta a comprare il libro. Un libro meraviglioso concluderei! L’autrice è una #psicologa forense olandese, questo è il suo primo #romanzo. La storia è breve, semplice ma complessa al tempo stesso, perché affronta un #tema molto scottante : la pedofilia.

Il punto di vista è quello di Jonathan, un uomo appena uscito di carcere che ritorna nel suo paesino a riprendere  in mano la sua vita. Jonathan è fragile, ma nonostante ciò combatte contro le sue pulsioni, ora dopo ora, se prima del carcere era silenzioso e solitario ora prova a migliorarsi. Cerca di dare affetto a quella madre malata che ha deluso e fatto soffrire, che cerca di non vederlo come un figlio sbagliato , ma come un uomo che ha commesso un errore e ora deve redimersi cercando una guida. Quando Jonathan torna a casa, con il suo quaderno degli esercizi, si ritrova faccia a faccia con la tentazione, di nuovo davanti casa sua una bambina. Un piccolo angelo perfetto e innocente che vuole giocare con lui e prendersi cura dei suoi animali, perché sola e abbandonata da una madre sempre a lavoro. Lui fugge, scappa, si nasconde, sa che nella sua testa qualcosa frulla ed è sbagliata, si concentra sulla sua routine, il lavoro, la pesca, le passeggiate con Milk, la cura per la casa e per sua madre. Combatte, distrutto dai suoi desideri che spinge via, lontano. Le paure gli attanagliavano lo stomaco, tanti progressi e poi di nuovo incubi, di nuovo la piccola Betsy che piange e chiama la mamma, di nuovo quell’orrore.

La Tinca Tinca si dice sia un pesce medico, che guarisca le ferite. E John cerca di salvarlo e forse pensa che così lei possa salvarlo, ma è troppo debole e in poco tempo muore e così lui più tenta di allontanare le pulsioni, più cede.

Le parole della Schilperoord sono trasparenti, penetranti, trasportano nel tormento della vittima, perché Johnathan è una vittima, di se stesso, ma lo è. Tutti noi siamo schiavi di noi stessi!  La sofferenza di questo personaggio sfonda le pagine e annichilisce. L’argomento forse non è da spiaggia in riva al mare, ma credo che bisogna essere consapevoli di questa realtà, della sofferenza, anche di quella di un carnefice che dentro di se non fa che combattere contro le proprie pulsioni che lo annientano fino a farlo essere una vittima.

La Schilperoord mi ha tenuta in continua tensione, ero inquietata e spaventata dai desideri del suo personaggio, ma ho capito quella sofferenza, di certo non la giustifico.

Un meraviglioso romanzo che spinge a pensare.

 

 

© Chiara Viaggi 

 

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