Il Paradiso 

Proprio adesso che me ne devo andare mi accorgo che ho dei #rimpianti.
Potevo giocarmela diversamente, la vita, invece no, sono stata legata a degli stereotipi che non erano adatti a me, ma che sembravano per me.
Non ho saputo #scegliere e così mi hanno scelta.
Che stupida sono stata a non credere in me stessa, pensando che gli altri avessero tutto ed io niente.
Non capivo e così mi adeguavo.
Mi adeguavo al niente, al non #essere, al non #vivere.
Ed ora che devo andare, mi rimagono i rimpianti di tutto quello che non ho detto e che non ho fatto.
Ti amavo tanto, ma eri sposato e non volevo portarti via da chi ti ha fatto credere che la felicità non esisteva.
Ma noi eravamo la felicità ma non ci abbiamo creduto abbastanza.
Tutto si è appiattito, tranne le nostre pance che consumando cibi da astinenza d’amore, si sono riempite fino a scoppiare.
Siamo rimasti da soli con le famiglie che non ci hanno convinto e che non ci hanno capito, quelle che non ci hanno lasciato lo spazio giusto per far esplodere la nostra felicità.
Ora sono qui da sola, in un letto di morte ma tutto mi riconduce a te anche se so già che non ritornerai neanche per un saluto.
Tutto si appiattisce e anche noi ci siamo abituati alla normalità, quella che uccide, quella che spegne ogni desiderio e che ci fa sopravvivere fuori, ma morire dentro.
Siamo stati il tutto, ma ci siamo regalati il niente.
Il niente che scaturisce dalle decisioni non prese, dalla paura che ci ha resi vili di fronte a un destino diverso e che ci stava aspettando a braccia protese, ma che abbiamo evitato per non causare sofferenza.
E alla fine siamo stati noi a soffrire, perché abbiamo vissuto la vita degli altri e non la nostra.
Tu con la tua pancia grossa e con la barba lunga, perché, anche farsi la barba è dura, quando ci si rende conto di non aver vissuto la propria vita, e io, con i miei fianchi larghi e con i miei chili di troppo, perché tenermi in forma mi costava fatica.
Io non ho vissuto, ho sopravvissuto ma non dimentico i momenti che abbiamo trascorso insieme e lo so che mi pensi ancora e tu sai che sei sempre lì, nel centro del mio cuore e mi chiedo se domani quando non ci sarò più, e quando non ci sarai più neanche tu, se allora , ci verrà regalata quell’ opportunità che ha sconvolto le nostre vite fino a farci impazzire di gioia e ci ricondurrà laddove ci siamo lasciati, laddove abbiamo versato tutte le nostre lacrime, laddove, insieme, avremmo, con coraggio, affrontato sia la nostra vita e anche la nostra morte. Quella fisica intendo.
Si perché tutti, abbiamo paura di morire, ma con te, sarebbe stato diverso, avrei affrontato tutto con più determinazione e coraggio, mentre invece mi sto piegando al destino che abbiamo scelto e stringo forte il cuscino perché adesso che devo salutare tutti, tu non ci sei e non mi basta il tuo ricordo a consolarmi, perché tutto si è spento e tutto si è colorato di grigio mentre noi eravamo i colori dell’estate, la calma e la tempesta in due corpi che si univano e diventavano uno.

Ciao, ti saluto ora, finché sono vigile, fra poco mi verranno a prendere e sarò catalogata con un numero, non mi identificheranno neanche più con il mio nome e tu non sarai lì a stringere la mia mano come avevo sperato e desiderato.
Tutto è più difficile e duro e mi appiglio all’unico Dio che mi ha fatto promesse facendomi credere a quel paradiso eterno che tanto ho anelato in vita e spero proprio di essermelo meritato, e se ci sarà, sarà lì che ti aspetterò.

 

Antonella Stanziani


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