Le guide di Dante (Alla scoperta del viaggio dantesco)

 

Per intraprendere il suo viaggio verso i tre mondi ultraterreni mai attraversati  dai mortali, Dante ha bisogno di una guida che sia in grado di risolvere i suoi dubbi nel corso del cammino e di sostenerlo tra le visioni terribili dell’Inferno e la conoscenza spirituale del Paradiso.
Le guide di Dante sono due personaggi fondamentali nella sua vita e la prima la incontriamo sin dal primo canto dell’Opera: quando il Poeta fiorentino verrà ostacolato dalle tre fiere ai piedi del monte del Purgatorio arriverà in suo soccorso l’anima dell’antico poeta Virgilio. Il poeta latino rivela a Dante che tre donne benedette (Beatrice, S. Lucia e la Vergine) lo hanno voluto accanto a lui per sostenerlo in questa grande prova spirituale.

Virgilio accompagnerà Dante nella discesa dell’Inferno e nella salita del monte del Purgatorio. Il ruolo del poeta latino per questo viaggio ha un doppio significato: prima di tutto bisogna ricordare la venerazione artistica di Dante verso la letteratura classica con l’Eneide. In secondo luogo la figura di Virgilio ha una particolare valenza simbolica per l’intero viaggio di Dante e per il senso didascalico dell’intera Commedia:  egli rappresenta il collegamento della ragione umana nei confronti della Teologia, avendo il compito di dare a Dante le basi per poter poi ricevere gli insegnamenti della seconda guida di questo lungo viaggio.

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Nel viaggio del Purgatorio Virgilio sarà accompagnato da un secondo poeta antico, Stazio, il quale apparirà dal canto XXI fino alla fine della seconda Cantica, intervenendo a episodi e discussioni, ma con un ruolo defilato. L’introduzione di questo personaggio nell’ascesa del Purgatorio indica come il cammino di Dante subisce una trasformazione: il poeta latino che visse sotto l’impero di Tito, appunto Stazio, rappresenta quel ponte fra la cultura pagana dell’epoca di Virgilio e l’età ormai cristiana di Dante.
Con la guida di Virgilio e Stazio si arriva al Paradiso Terrestre, sulla cima del monte del Purgatorio ci sarà il cambio di guida: entra in scena l’anima della “gentilissima” Beatrice, momento fondamentale che indica come alla fine del secondo Regno ci sarà la chiusura del viaggio di Dante basato sulla conoscenza razionale, per aprirsi alla conoscenza mistica permettendo al pellegrino di entrare nel terzo Regno.
Beatrice è l’elemento decisivo per comprendere il senso ultimo e la totalità della Commedia: ella diventa maestra di dottrina attraverso le diverse lezioni didascaliche di teologia per risolvere i continui dubbi di Dante, permettendo alla sua mente di elevarsi comprendendo la verità data da Dio (per questa ragione nel Paradiso diminuiscono le parti dedicate agli incontri e ai racconti delle anime che si trovano in questo Regno).

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Beatrice però non ha solo il ruolo da insegnante per Dante, ma diventa anche Luce Morale attraverso le sue polemiche e la sua indignazione contro la corruzione e la superbia degli uomini: questo innalzamento morale della donna indica il raggiungimento della sua perfezione, diventando simbolo della Teologia, della Grazia e della Verità rivelata, portando a compimento il mito dantesco e medievale della donna come mezzo e scala per arrivare a Dio.

Non sarà però l’amata Beatrice ad accompagnare Dante fino alla visione di Dio: il suo ruolo di guida della Fede sarà completato da S. Bernardo, teologo mariano che intercederà presso la Vergine per permettere a Dante di raggiungere la meta del suo lungo viaggio, per la salvezza della sua anima.

 

 

© Martina Michelangeli

 

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