Il Romanticismo di RICHARD WAGNER

La musica del Romanticismo è composta secondo i punti fondamentali dell’estetica romantica. In breve raggruppa un arco di tempo che va dalla prima metĂ  dell’Ottocento al periodo classico.

In quel periodo il linguaggio musicale subisce una rapida mutazione. Il musicista cambiòala sua posizione sociale: da un dipendente al servizio di corti diventa un super libero professionista. Di conseguenza la ricerca della libertà professionale favorisce la possibilità di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni senza dover rispettare le aspre norme standard del classicismo.

Tra i piĂą importanti compositori di quell’epoca, ricordiamo il grande Richard Wagner .

Le sue composizioni sono colossali sia per la loro tessitura contrappuntistica che per il ricco cromatismo, non solo, anche le armonie, ma soprattutto per la magnifica orchestrazione. Successivamente diventa famoso per l’uso della tecnica del leitmotiv.

 

 

Wagner  trasforma il pensiero musicale attraverso la sua idea di Gesamtkunstwerk, sintesi delle arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Questo concetto trova la sua realizzazione nel Festspielhaus di Bayreuth, teatro da lui costruito appositamente per la rappresentazione dei suoi drammi .

La sua opera più famosa e romantica è il Lohengrin.

Viene eseguita per la prima volta in Italia al Teatro comunale di Bologna.

Il Teatro  è pieno di persone in ogni ordine ed accoglie i piĂą bei nomi dell’aristocrazia bolognese, fra cui Enrico Panzacchi ed Alfredo Oriani. Il successo è straordinario: gli artisti ed il direttore vengono piĂą volte richiamati alla ribalta. Ad una delle quattordici repliche presenzierĂ  anche Giuseppe Verdi, accompagnato da Arrigo Boito.

 

 

Le “stramberie della musica dell’avvenire” trovano opposizione tra gli influenti soci della SocietĂ  Felsinea, che considerano Wagner “incomprensibile come un geroglifico egiziano”.

 

Nel 1872 il Consiglio municipale assegna a Wagner la cittadinanza onoraria ed il Teatro Comunale diventa “tempio di culto wagneriano”.

 

 

© Carmine Nigro 

 

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