“Uomini e no” di Elio Vittorini

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RIASSUNTO

Uomini e no è un romanzo di Elio Vittorini, scritto nel 1944, durante la guerra, e pubblicato dalla casa editrice Bompiani nell’anno successivo. La storia, ambientata nella Resistenza (cui l’autore prende parte in prima persona), si concentra principalmente sulle vicende belliche, private e amorose  di Enne 2, capo dei partigiani a Milano. Lo scrittore presta particolare attenzione al suo amore per Berta, una donna sposata, restia a lasciare il marito per iniziare una relazione con il protagonista.

Nel racconto compaiono svariati scontri cruenti che ingrigiscono la vita di tutti i giorni: un esempio è dato dall’attentato contro quattro militari tedeschi e il capo del Tribunale, ossia la prima “impresa partigiana”. La risposta dei tedeschi non tarda ad arrivare e la loro vendetta si consuma con l’uccisione spietata di quaranta civili a colpi di fucile. Enne 2, nonostante debba accettare quei dolorosi delitti, non smette di agire in nome degli ideali partigiani e continua a colpire i fascisti, che, comunque, rispondono puntualmente ad ogni attacco.

L’orrore continua. Dopo l’ennesimo attentato, Enne 2 e Berta vedono in Largo Augusto i cadaveri di alcuni civili giustiziati dalle milizie con i berretti «con le teste di morto», tra cui una bambina, un anziano e due quindicenni. Quest’evento serve anche ad avvicinare – almeno per una notte – Berta e il protagonista.

Un’altra vittima dei tedeschi è Giulaj, un povero ambulante, che viene fatto sbranare da due cani per aver ucciso, a sua volta, la cagna del generale Clemm. Enne 2 e i suoi compagni vogliono vendicare l’uomo e organizzano un piano per eliminare Cane Nero, capo dei fascisti. Tuttavia la strategia si rivela fallimentare e il protagonista, identificato dai nemici, deve fuggire.

I compagni scappano, ma Enne 2 (spronato da un grande senso del dovere, dalla voglia di uccidere il capo dei fascisti e dalla sofferenza per Berta), decide di restare, pur nella consapevolezza di poter morire da un momento all’altro. Alla fine Enne 2 riesce ad uccidere Cane Nero, dovendo sacrificare però la sua stessa vita.

La parte finale del romanzo è dedicata ad un giovane operaio che aveva suggerito al protagonista di scappare, prima che i tedeschi arrivassero in casa sua. Egli, su invito di Enne 2, decide di sostenere i partigiani e combattere il fascismo. Ma quando ha l’opportunità di uccidere un soldato tedesco, il buon operaio, rivedendosi negli occhi della sua vittima, decide di non sparare, e dice: “Imparerò meglio”.

ANALISI E COMMENTO

L’opera si compone di capitoli in corpo “tondo”, in cui vengono narrati i fatti, e capitoli scritti in corsivo, in cui l’autore rallenta la narrazione, approfondendo le motivazioni psicologiche che stanno dietro alle azioni di Enne 2, e riflette sostanzialmente sul senso dell’esistenza umana, in quel contesto così tragico e doloroso. Uomini e no può essere considerato un romanzo neorealista per un discorso puramente tematico e stilistico: primo, perché la storia è ambientata nella Resistenza, e secondo, poiché lo scrittore si serve di uno stile chiaro e immediato.

Il titolo del romanzo allude a quella compresenza interiore tra una componente umana ed una bestiale. La natura viene analizzata e presentata in tutte le sue sfumature. Berta sembra essere segnata da un irrisolvibile dissidio interiore tra un lato razionale ed un altro passionale ed illogico. Lo stesso vale per Enne 2, scisso tra dovere e amore. Il titolo può essere letto anche in chiave politica ed esistenziale: Enne 2 si impegna a sconfiggere il nemico, vedendo in lui non più un essere umano, ma una bestia malvagia da distruggere. Questa lotta tra opposti, tra buoni e cattivi, che assume valore nell’ottica del protagonista, viene risolta soltanto dall’umile operaio, che, rivedendosi negli occhi del suo umico, si rifiuta di uccidere e pone le basi, con la proposta di una strategia basata su solidarietà e fratellanza, per il rinnovamento dell’umanità.

(Fonti utilizzate: Oilproject)
@SALVATORE VARRIALE
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