Tra vita letteraria e cinematografica : Roberto Ricci “Il Parrucchiere del Brivido”

 

Roberto, autore di libri horror,  nasce ad Ancona, dove risiede e svolge la professione di parrucchiere. Nel 2017 oltre festeggiare il venticinquennale dell’attività, nell’ambito artistico il suo racconto VELLUTO PERVERSO viene pubblicato nella raccolta Brividi.

 

Fotografia scattata a Novembre, alla biblioteca “Angelica” di Roma, dove Argento ha girato Inferno.

 

Quand’eri piccolo cosa sognavi di far da grande ?
Essere adottato da Diabolik e Eva Kant e continuare il mestiere di famiglia. Giuro!!!!!

 

Ti è sempre piaciuto scrivere ? Cos’è per te quest arte ?
Si. Amo scrivere da quando ero ragazzino. Purtroppo, non ho proseguito gli studi per colpa della matematica a me totalmente ostica. Avevo anche chiesto l’esonero. Ovviamente negato. Scrivere per me, è un modo di esprimere tutto quello che ho dentro. Nel mio caso, visto il genere letterario, tirare fuori la mia parte psicopatica ed evitare di diventare un serial killer. Per me scrivere è una necessità fisica. Come mangiare e bere.

 

Hai mai sognato di vivere in un film ?
Vivere nel senso di entrarci dentro o di recitare come attore, no. Ho sognato di girarlo. Sogno che in parte si è avverato, visto che quattro mie storie sono divenute dei cortometraggi. Prima di morire, spero di scrivere un soggetto e realizzarlo anche come regista. Vista l’età, dovrò affrettarmi.

 

Ti auguro il meglio. L’importante è coltivar sempre la propria ambizione. Sognare, è un lavoro che pochi uomini sanno ancora fare !
Grazie. Allora aggiungo anche che non bisogna mai abbandonare i propri sogni. Se uno ci crede veramente, prima o poi qualcosa accade sempre. Nel mio caso è accaduto cinque anni fa. Avevo già 48 anni.

 

I tuoi romanzi trattano il tema dell’ horror, come mai ? Come ti sei avvicinato a questo genere ?
Non c’è un perchè. Credo si nasca con questa passione nel dna. Nella mia famiglia, nessuno è mai stato un fan di questo genere. Da bambino, venni folgorato dalla musica di Profondo Rosso e chiesi il disco come regalo di Natale. Da lì, si scatenò il tutto. Libri, fumetti, film, tutto attinente con il thriller e l’horror. Sino a oggi e sicuramente sino alla fine della mia vita.

 

Nel mezzo del cammin della tua vita quanti libri hai pubblicato?
Tre. Due raccolte di racconti e un romanzo uscito lo scorso Maggio. Più cinque racconti pubblicati in altrettante antologie.

 

Nelle tue storie, c’è un finale che cambieresti ?
No. Li amo tutti così come sono. Pregi e difetti. Forse, nel romanzo, toglierei alcune parti troppo hard in eccesso. Forse però.

 

Quale è il libro che consideri il tuo più bel capolavoro ?
Quella alla quale sono più legato è sicuramente IL CAPPOTTO, che nel 2012 mi ha permesso di vincere quell’edizione del Premio Racconti nella Rete, un concorso legato al Festival letterario LuccAutori. Quella che considero la migliore (capolavoro la trovo una parola troppo grossa), è SPECCHI INFRANTI.

 

Parlami della tua esperienza cinematografica
La mia esperienza cinematografica, si limita al ruolo di soggettista e sceneggiatore, oltre che a fare una comparsa alla Hitchcock, nei lavori tratti dalle mie storie. Però sto acquisendo esperienza sui set.

 

Novità per il 2017 ?
Ho finito di scrivere un giallo teatrale dal titolo MALA TEMPORA, che sarà portato in scena a fine Marzo dalla compagnia Skenexodia, diretta da Luca Guerini. Inoltre, stanno per concludersi le riprese del lungometraggio TANGOSCURO, del quale ho scritto il soggetto con Claudio Latini e il regista Massimiliano Belvederesi e presto partiranno quelle dei cortometraggi IL PROVINO e un altro ancora da confermare.

 

Grazie, è stato un onore !
Un saluto a tutti gli amici di OneElpis e arrivederci a presto. Magari con un reportage dal debutto teatrale oramai imminente.
OoOok
Alla prossima intervista . . .

 

 

© Vincenzo Marrazzo

 

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